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Attacchi, scontri e vessilli islamisti, il salto di qualità della lotta antagonista. E la strategia ora è coordinata. Il sindacato di polizia: "Un conflitto ibrido"
Gli anarchici italiani hanno compiuto un salto di qualità, non sono più singole cellule o gruppi scoordinati tra loro ma una vera e propria rete che agisce in modo simultaneo in varie città appoggiandosi ai gruppi pro Pal, ai collettivi e alla galassia antagonista. Negli ultimi mesi i segnali di questa svolta sono stati numerosi, dagli ordigni piazzati sulla rete ferroviaria, all'esplosione in un casolare abbandonato al parco degli Acquedotti a Roma che ha causato la morte dei due anarchici legati al gruppo di Alfredo Cospito mentre fabbricavano una bomba, fino alle manifestazioni di sabato scorso proprio a sostegno di Cospito, l'anarco-insurrezionalista detenuto al 41 bis.
Il corteo a Roma in cui è stato ferito un poliziotto con il lancio di una bottiglia, le scritte contro il 41bis a Torino insieme alle bandiere di Israele bruciate, le manifestazioni dei collettivi contro l'evento della Lega a Milano, sono parte di uno stesso disegno che mette nel mirino lo Stato e le istituzioni.






