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lunedì 20 aprile 2026
di Guido Boffo
Adriano Panatta, partiamo dal presente. Lei ha aperto un centro sportivo a Treviso, il cui core-business è ovviamente il tennis. È più complicato scovare un talento o gestire i genitori?
«Tutti i genitori pensano di avere un campione tra le mani, per cui è difficile riportarli alla realtà. Io non vendo illusioni. Uno su 100.000 forse riesce a diventare un giocatore, lì cambiano le cose, e cambia anche il rapporto tra il tecnico e il ragazzo. Gli spieghi quello che deve fare per sfruttare le proprie potenzialità, ma guai addentrarsi in previsioni. Non sono tutti Sinner. Che Jannik sarebbe diventato un campione lo capiva anche uno stambecco cieco».











