Scenari diversi. Da nord a sud. Da Riccione a Gallipoli, due delle mete turistiche più gettonate dagli anni ’80 del turismo estivo. In Salento, le ruspe sono pronte ad abbattere quel che resta del lido Samsara (simbolo di un’era) ma per lo smontaggio ci sarà ancora da attendere. Nel frattempo il titolare e fondatore, Rocco Greco, si è trasferito in Emilia Romagna con la sua famiglia. Lavora nello stesso settore. Con risultati diversi.
"Qui - racconta - sta andando tutto alla grande, grazie anche a una fattiva collaborazione con le istituzioni, regole chiare e a una cultura totalmente diversa”. Ottocento chilometri più a sud, il simbolo di un’epoca piena di musica, cocktail, after hours e balli al calar del sole, nella zona della Baia Verde, è ormai un ricettacolo di rifiuti. Anche per l’estate 2026, lo stabilimento rimarrà lì dov’è e com’è ormai da tempo dopo il sequestro disposto dagli inquirenti salentini quasi nove anni fa. E per fruire di un tratto di spiaggia libera bisognerà attendere il prossimo anno. “Se mi si chiede perché mi hanno fatto chiudere il Samsara di Gallipoli, giuro che non ne conosco la ragione” è l’amaro sfogo di Greco. Che preferisce non alimentare polemiche, limitandosi a un ragionamento più analitico:









