Se il bagnino era presente, dov’era in quei secondi decisivi? E perché, accanto alla piscina delle Terme Vescine dove sabato è morto annegato Gabriele Ubaldo Petrucci, 7 anni, risultava presente anche un manutentore dell’impianto? È su queste domande che ruota il giallo di Suio: non soltanto la dinamica della tragedia, ma tutto ciò che stava intorno a quella vasca e che avrebbe dovuto impedire che un pomeriggio di vacanza si trasformasse in una morte atroce.

La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. La piscina è stata sequestrata e i carabinieri di Formia stanno acquisendo documenti, turni, testimonianze e primi riscontri tecnici. L’ipotesi che al momento appare più consistente è quella di un bocchettone di aspirazione che avrebbe trattenuto il bambino sott’acqua, probabilmente per un braccio, impedendogli di riemergere. «Stiamo svolgendo tutti gli accertamenti e procederemo con l’incarico di una consulenza tecnica», spiega il procuratore Carlo Fucci.

«Il tema dell’indagine riguarda vari profili testimoniali e profili tecnici. Abbiamo ascoltato tante persone, effettuato i primi accertamenti sulla piscina, poi con i tecnici. L’aspirazione ha trattenuto il bambino giù, questa è un’ipotesi verosimile. L’autopsia ci dirà la causa della morte e se vi siano ferite sul corpo compatibili con il bocchettone che lo ha trattenuto».