Per allenare la memoria non conta solo quanto studiamo o quanto dormiamo: conta anche come muoviamo il corpo. Una nuova ricerca suggerisce che perfino una singola sessione breve di esercizio aerobico può rendere il cervello più “pronto” a fissare le informazioni. È quanto emerge dallo studio di Araceli R.Cardenas e colleghi, pubblicato nel 2026 su Brain Communications, che ha cercato di rispondere a una domanda rimasta finora in gran parte aperta: in che modo l’esercizio fisico modifica, nell’immediato, i circuiti cerebrali coinvolti nella memoria? Per farlo, i ricercatori hanno studiato 14 persone con epilessia farmacoresistente sottoposte a monitoraggio intracranico pre-chirurgico, una condizione rara che permette di registrare direttamente l’attività elettrica di strutture profonde del cervello umano.
Lo studio
Il protocollo era semplice ma molto elegante: una fase di riposo da svegli, poi una sessione di cyclette a intensità leggera-moderata, quindi un nuovo periodo di riposo mentre gli elettrodi continuavano a registrare i segnali cerebrali. Dopo l’esercizio, gli autori hanno osservato un aumento dei cosiddetti sharp wave-ripples nell’ippocampo, brevissime oscillazioni ad alta frequenza considerate da tempo uno dei marcatori neurofisiologici più importanti dei processi di consolidamento della memoria.







