Eora la classifica fa tutto un altro effetto. Perché la Juve per la prima volta in questo campionato – illusoria partenza targata Tudor a parte – si ritrova più vicina al secondo posto di Napoli e Milan che al quinto. Con un vantaggio finalmente di sicurezza, cinque punti in più sulla strana coppia Roma-Como, quando mancano cinque giornate al termine ci sarebbe pure il margine per un passo falso o magari due. Oltre che il tempo per tentare di scalare ancora un po’ la classifica, dando quindi un senso diverso a una stagione vissuta sempre di rincorsa, anche da quando è arrivato Luciano Spalletti.

Kalulu prezioso, Bremer solido. McKennie brilla

Discorsi da rimandare di almeno una settimana, quando la Juve affronterà il Milan a San Siro: una vittoria rilancerebbe i bianconeri sul podio, obiettivo nemmeno immaginabile ancora prima della sosta. Un risultato negativo, al contrario, costringerebbe la Juve a guardarsi di nuovo le spalle. Tempo al tempo. Per Spalletti questo è il momento per fare un elenco di cose che funzionano e pure bene. La sua Juve, infatti, ha archiviato la pratica Bologna in maniera diametralmente opposta a quella di una settimana fa a Bergamo. La versione sporca e cattiva, pure fortunata, è durata il tempo dell’1-0 con l’Atalanta. Nel 2-0 di ieri sera all’Allianz Stadium si è rivista invece una Juve padrona del campo e capace di imporre un possesso palla continuo e tutt’altro che sterile. Non solo, per una volta Spalletti si è potuto permettere il lusso di gestire le forze di un certo Yildiz, gettandolo nella mischia solo per non fargli perdere il ritmo nel finale, mica per necessità. Con la Juve che aveva ormai messo in ghiaccio il risultato da tempo, grazie anche al gol ritrovato di David, arrivato dopo appena due minuti con un colpo di testa accennato quanto basta per spedire in rete il cross col contagiri di Kalulu: un gol che premia un avvio subito arrembante e che aveva visto la Juve spaventare Ravaglia anche prima dell’1-0. Preludio di un monologo proseguito per tutto il primo tempo, al 23’ Ravaglia chiude la porta in faccia a Conceiçao, al 34’ solo la traversa nega a Holm la gioia del primo gol in bianconero.