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Sabato sera iniziano i playoff di NBA, le fasi finali del campionato di basket nordamericano, il più importante del mondo. Le squadre che si giocheranno l’accesso alle finali sono sedici, otto della Eastern Conference e otto della Western Conference (le due grandi classifiche geografiche in cui è divisa l’NBA), e per passare ciascun turno devono vincere una serie al meglio delle 7 partite.
Dopo 82 partite di regular season (la prima parte di stagione, dove per forza di cose il livello non è sempre altissimo), ai playoff arriva il bello. Le partite diventano più determinanti, le squadre difendono meglio e il gioco è più fisico e combattuto, a volte anche un po’ più falloso. Le stesse partite dei play-in, gli spareggi per andare ai playoff tra le squadre finite tra la settima e la decima posizione, sono già state piuttosto intriganti e divertenti. I play-in sono finiti nella notte tra venerdì e sabato: si sono qualificati i Portland Trail Blazers e i Phoenix Suns per la Western Conference, e i Philadelphia 76ers e gli Orlando Magic per la Eastern Conference.
Insomma, i playoff sono il momento di massima pressione della stagione, e l’attenzione dei media e dei tifosi cresce parecchio: non tanto e non solo sulle squadre, quanto soprattutto su quei giocatori che si ritiene possano indirizzare una serie, da soli o quasi.











