Le nozze reali del 1956 catalizzarono l’attenzione del mondo. Il fotografo Vittoriano Rastelli (agenzia Francesco Leoni) per non perdere lo scatto perfetto restò un giorno su un albero di fronte alla chiesa
Le nozze da favola di 70 anni fa
Montecarlo – Il 19 aprile 1956 non fu semplicemente il giorno di un matrimonio reale: fu l'istante preciso in cui il glamour di Hollywood si fuse con la millenaria regalità europea, trasformando per sempre il modo in cui il mondo percepisce i grandi eventi. Quella che andò in scena nel Principato di Monaco fu una favola senza eguali, capace di cambiare le regole dei royal wedding e di proiettare una piccola città-stato affacciata sul Mar Ligure direttamente al centro del jet-set internazionale.
Ancora oggi lo definiamo il "matrimonio del secolo", e le cifre dell'epoca confermano questa definizione. In un mondo non ancora interconnesso come quello attuale, circa 30 milioni di persone rimasero incollate davanti ai televisori per seguire la diretta. Fu uno dei primi grandi eventi di massa, capace di muovere i media oltre ogni misura: oltre 20 mila cronisti arrivarono a Monaco da ogni angolo del globo. L'attesa era così febbrile che, già una settimana prima del fatidico "sì", una folla di reporter e fan si era accampata davanti alla Cattedrale, rendendo necessario l'intervento della gendarmerie per contenere l'entusiasmo. Tra i tanti professionisti, si distinse l’audacia dei fotoreporter italiani dell'agenzia di Francesco Leoni: Vittoriano Rastelli, pur di non perdere lo scatto perfetto, rimase appostato sui rami di un albero di fronte alla Cattedrale per ben 24 ore.








