Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

La scena è sempre la stessa: la Carta viene agitata come una bandiera quando serve e messa da parte quando intralcia. Qui siamo al capolavoro dell'ipocrisia: si pretende di difenderla limitando la libertà di manifestare

A Milano, sotto il Duomo, Matteo Salvini ha chiamato a raccolta la sua gente. E già questo, in un Paese normale, basterebbe. Invece no: prima ancora di vedere quanta gente sarebbe scesa in piazza, è partita la solita litania sul fatto che quella manifestazione fosse inopportuna, divisiva, addirittura quasi incostituzionale.

Il sindaco Sala, che di Milano dovrebbe occuparsi, si è detto amareggiato di dover assistere a una manifestazione del genere ma di non avere gli strumenti per vietarla. Capite? Amareggiato perché dei cittadini esercitano un diritto costituzionale. E dispiaciuto di non poterlo impedire. Se non fosse vero, sembrerebbe una barzelletta. Invece è la fotografia di un pezzo di classe dirigente che difende la Costituzione a parole e la vorrebbe aggirare nei fatti. E così la sinistra, con accuse di questo tipo, finisce per legittimare le contromanifestazioni dei centri sociali: si distribuiscono martelli ideologici che poi qualcuno trasforma volentieri in strumenti più concreti per fare danni a Milano, ai milanesi e alle forze dell'ordine.