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Mentre gli antagonisti pianificano di procurar battaglia con le forze dell'ordine, solleva dubbi la partecipazione di realtà istituzionali e Ong in un corteo preannunciato come potenzialmente violento
Sabato 31 gennaio Torino sarà, ancora una volta, una città militarizzata. Asaktasuna ha organizzato il suo corteo nazionale contro il sequestro dell'immobile effettuato prima di Natale e nel capoluogo piemontese confluiranno persone da tutto il Paese. Si calcola che saranno presenti alcune migliaia di antagonisti alla manifestazione, oltre ai singoli cittadini che vorranno comunque prendere parte a una manifestazione che è stata già preannunciata come potenzialmente violenta. Dalle parti di Askatasuna, infatti, si preparano alla guerriglia, hanno predisposto una strategia di convergenza per saturare la capacità di risposta delle forze dell'ordine e hanno predisposto anche il servizio medico: se si aspettano feriti, è evidente che intendono dare in modo di scatenare reazioni. In queste ore è stata diramata una prima lista di sigle antagoniste che partecipano alla manifestazione e a 5 giorni dall'evento se ne contano circa 180.






