«Ogni dollaro speso per il petrolio russo è denaro per la guerra». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X, denunciando la proroga annunciata venerdì scorso della sospensione delle sanzioni statunitensi sul petrolio russo.
Il Dipartimento del Tesoro Usa ha infatti prolungato fino al 16 maggio la sospensione della maggior parte delle sanzioni che colpiscono l’industria petrolifera russa, a causa della crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente. «A causa dell’allentamento delle sanzioni», il petrolio russo «può di nuovo essere venduto senza conseguenze. Si tratta di 10 miliardi di dollari, una risorsa che viene direttamente convertita in nuovi attacchi contro l’Ucraina», ha continuato Zelensky. «Solo questa settimana, la Russia ha lanciato più di 2.360 attacchi con droni, oltre 1.320 bombe aeree guidate e quasi 60 missili», ha aggiunto il presidente ucraino.
Fonti ucraine: colpita fabbrica di droni in Russia
Sul fronte militare, un impianto per la produzione di droni nella città di Taganrog, nel sud della Russia, è andato a fuoco dopo essere stato colpito da missili ucraini nella notte tra il 18 e il 19 aprile, secondo quanto riportato dal canale Telegram indipendente Exilenova Plus, ripreso da Kyiv Independent. La fabbrica produce droni per l’esercito russo e si trova sul sito dell’ex stabilimento automobilistico di Taganrog.







