Donald Trump ha annunciato nuove e pesanti sanzioni contro Rosneft e Lukoil, due giganti del petrolio russo. L’obiettivo: aumentare la pressione su Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina. L’annuncio è arrivato tramite Truth, la piattaforma del tycoon, e confermato dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha definito le misure un colpo alla «macchina da guerra del Cremlino». La decisione segue provvedimenti analoghi del Regno Unito e arriva all’indomani della cancellazione di un incontro tra Trump e Vladimir Putin previsto a Budapest. «Ogni volta che parlo con Vladimir, la conversazione non porta da nessuna parte», ha dichiarato Trump dopo un incontro con il Segretario generale della NATO, Mark Rutte. «Era arrivato il momento di agire».

Le sanzioni, imposte dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro, inseriscono Rosneft e Lukoil nella lista nera economica americana. Secondo Bloomberg, le due compagnie producono quasi la metà del petrolio esportato dalla Russia: circa 3,1 milioni di barili al giorno. Rosneft, controllata dallo Stato e guidata da Igor Sechin, stretto alleato di Putin, è responsabile da sola di circa il 6% della produzione mondiale. «Rosneft è un gruppo energetico integrato attivo in esplorazione, estrazione e raffinazione di petrolio e gas», spiega l’OFAC. «Lukoil opera invece anche su scala internazionale»