Per tenere il passo con il mercato, Cassa Depositi e Prestiti ha rivisto al rialzo i tassi di interesse riconosciuti dai Buoni Postali di nuova emissione, per cercare di allinearli all’ascesa dei rendimenti dei titoli di Stato registrata dopo lo scoppio della guerra nel Golfo. Una manovra che per Cdp determinerà un peggioramento del costo della provvista. E quello che per l’emittente è un costo, per i sottoscrittori è un’opportunità: è possibile infatti incrementare i guadagni, semplicemente portando indietro allo sportello i Buoni già sottoscritti, per sostituirli con le più recenti e più redditizie emissioni.
Una volta sottoscritto un Buono, l’investitore deve sempre valutare la convenienza di portarlo o meno a scadenza. A volte è sufficiente anche un temporaneo rialzo dei tassi per rendere vantaggioso il rimborso anticipato del Buono sottoscritto nei mesi/anni precedenti, anche a costo di perdere gli interessi fino a quel momento maturati.
Proviamo a fare qualche esempio. Prendiamo il caso del Buono Ordinario che offre un rendimento fisso crescente fino a raggiungere il culmine alla scadenza dopo 20 anni. In particolare quello in collocamento dal giugno scorso al termine del ventennio offre la possibilità di incassare un rendimento annuo lordo del 2,5 per cento. Portandolo oggi indietro allo sportello per sostituirlo con un Buono 3x4 con premio, il risparmiatore porterebbe a casa un rendimento annuo a scadenza superiore (2,87%), accorciando anche la durata dell’investimento da 20 a 12 anni.






