Roma «Mentre venivamo qui l'Iran ha annunciato di voler nuovamente chiudere lo Stretto di Hormuz rispondendo alla indisponibilità americana registrata. Quindi, come vedete, il quadro cambia continuamente». Giorgia Meloni parla di fronte a una platea gremita di imprenditori giunti al Salone delle Fontane, zona Eur, per l'assemblea nazionale di Federalberghi.

Lo fa a meno di ventiquattr'ore dal segnale di disgelo giunto da Teheran su Hormuz, e dalla call dei Volenterosi che l'ha portata a Parigi, chez Emmanuel Macron, per mettere in piedi una soluzione comune per sminare lo Stretto. La leader di Fratelli d'Italia prova a rassicurare uno dei settori che rischia di essere più colpito dai risvolti internazionali («in questo contesto possiamo dimostrare di che pasta siamo fatti»). Non ignorando la posta in gioco di una partita complessa, capace di innescare, a cascata, una «crisi di carattere alimentare». Ad accoglierla all'ingresso, la delegazione governativa composta dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, da quello dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida e dal novello titolare del dicastero del Turismo, Gianmarco Mazzi. Con il successore di Daniela Santanchè la presidente si lascia andare, dal palco, a una piccola nota ironica: «Voglio confessare al ministro Mazzi che io ho un po' sofferto a dover mollare la delega. Sono stata probabilmente il ministro del Turismo meno longevo della storia d'Italia, però l'incarico non mi dispiaceva affatto». Prima di proseguire con l'elenco dei trend positivi collezionati dal comparto (« l'Italia continua a scalare la classifica globale dei Paesi più visitati») scatta pure il ringraziamento rivolto alla "Santa" «per il lavoro fatto in questi anni».