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Ultimo aggiornamento: 6:34

di Marco Quargentan

L’universo della serie “Person of Interest” non è solo quello di un thriller tecnologico, ma è anche e soprattutto un laboratorio filosofico che analizza la metamorfosi della società moderna. La serie esplora il paradosso della libertà: il sacrificio sistematico della privacy in cambio di una promessa di sicurezza totale, un dilemma che oggi trova riflessi inquietanti nei veri protagonisti della rivoluzione digitale.

Il creatore della serie Jonathan Nolan (fratello di Christopher) fa iniziare la storia all’ombra dell’11 settembre, quando il genio solitario e tormentato Harold Finch (Michael Emerson) costruisce “La Macchina” per lo Stato. Per proteggere il Paese senza diventare un tiranno, Finch impone al sistema una distinzione: i numeri di previdenza sociale restituiti dalla Macchina vengono divisi in “rilevanti” e “irrilevanti”. I primi riguardano minacce terroristiche su vasta scala e vengono consegnati alle agenzie governative; i secondi riguardano crimini comuni (omicidi, stupri, tradimenti) che coinvolgono persone ordinarie. Poiché il governo considera questi ultimi trascurabili per la sicurezza nazionale, la Macchina è programmata per cancellarli ogni notte.