«Mio figlio è una brava persona, incensurato. Un bravo ragazzo». Al telefono con Dritto e rovescio, su Rete 4, il padre di uno dei giovani romeni fermati a Massa per aver massacrato di botte e ucciso il 47enne Giacomo Bongiorni dà la sua versione dei fatti. In studio, ospiti di Paolo Del Debbio, altri ragazzi di origini romene sembrano quasi voler addossare la colpa della tragedia sulle spalle della vittima, un padre di famiglia ucciso sotto gli occhi del figlio di 11 anni per aver chiesto al branco di non gettare bottiglie di vetro contro un negozio, in piazza. Per Ade «sgridare i giovani che fanno caos non era il suo compito. Allora facciamoci tutti giustizia da soli».
«Ma non è andato lì con una pistola - lo rintuzza Del Debbio - ha esortato queste persone a non fare quello che stavano facendo. È un compito civile, non della polizia». «Ma se non li provocava succedeva tutto ciò?», continua il ragazzo romeno dando per buona la ricostruzione fornita da uno degli aggressori, quella di una fantomatica “testata” ricevuta prima del parapiglia mortale. Protesta Giuseppe Cruciani («Provocava lo dici tu») e si infervora l’attivista Tommaso Cacciari: «Anche se fosse intervenuto in modo aggressivo o arrogante non può essere che uno muore davanti al figlio, non esiste! Questa è barbarie. Questi personaggi qua non hanno nulla di controcultura, hanno solo la cultura della forza, della sopraffazione, della violenza e del sopruso: questo è il problema».







