FRIULI VENEZIA GIULIA - L’aggressione a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale in Friuli Venezia Giulia «è diventata un’emergenza prioritaria», perché con «563 segnalazioni tra il 2025 e inizio 2026», praticamente più di una al giorno, «il settore dei trasporti ha registrato una escalation». È questo lo scottante problema che ha evidenziato ieri a Udine la segretaria regionale della UilTrasporti Fvg Patrizia Zambon, nel corso del XII Congresso regionale di settore che l’ha confermata alla segreteria. Un fenomeno che riguarda anche il trasporto ferroviario perché, ha sottolineato la sindacalista, vi è «un notevole incremento di episodi di aggressioni a terra e a bordo treno e rapine ai danni di viaggiatori».

La sicurezza «resta insufficiente», ha denunciato e, per questo, «abbiamo chiesto al prefetto di adoperarsi affinché vengano destinati nuovi agenti al Friuli Venezia Giulia per presidiare stazioni e treni, e protocolli più chiari che offrano maggiori tutele a viaggiatori e lavoratori».

Un’allerta che giunge proprio nella giornata in cui dal Consiglio regionale Fvg la consigliera leghista pordenonese Lucia Buna ha annunciato la volontà della sua forza politica di prevedere «l’estensione della libera circolazione sui mezzi di trasporto pubblico delle forze dell’ordine e delle forze armante anche in abiti civili», perché «la sicurezza sui mezzi pubblici è una priorità che richiede strumenti aggiornati e coerenti con la realtà di oggi». L’idea, prosegue la consigliera, è quella di aggiornare quanto già stabilito dalla legge regionale 23/2007 che disciplina, tra le altre cose, le misure per la sicurezza nel trasporto pubblico. «Già con la convenzione attuativa sottoscritta con Trenitalia – aggiorna la consigliera – la Regione ha introdotto la gratuità del viaggio per il personale delle forze dell’ordine e delle forze armate in divisa, riconoscendo il valore della loro presenza a brodo dei mezzi come elemento di prevenzione e sicurezza. Un modello che ha funzionato». L’iniziativa leghista intende quindi «fare un passo avanti verso un’evoluzione naturale della norma, che amplia lo spettro della percezione della sicurezza: non solo una presenza visibile, ma anche una presenza diffusa, discreta e potenzialmente ovunque con la possibilità per le forze dell’ordine di circolare anche in borghese sui mezzi di trasporto pubblico».