Sembra voler pensare solo al Milan e al posto in Champions, Max Allegri, e almeno a parole chiude nuovamente all'ipotesi di un suo approdo sulla panchina della Nazionale.

"Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si dice che quello va di lì e quello va di là: il calcio è bello anche per questo - esordisce il tecnico livornese nella conferenza stampa della vigilia di Hellas Verona-Milan, partita che deve dare ai rossoneri 3 punti decisivi per blindare il terzo posto e respingere l'assalto di Juventus, Como (ko venerdì contro il Sassuolo), Roma e Atalanta. Serve una risposta dopo il doppio ko contro il Napoli e l'Udinese, passaggi a vuoti che hanno spento le illusioni scudetto e riacceso l'allarme rosso in classifica.

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"Nel calcio può succedere di tutto, anche nelle partite. Una cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazioni. In questo momento l'obiettivo è chiaro", sottolinea Allegri. "La mia storia di allenatore parli chiaramente: sono stato 4 anni al Milan, ho fatto 8 anni alla Juventus, poi sono tornato al Milan. Per me tanti cambiamenti non sono stati nel mio Dna. Mi piace lavorare in un club che è un'azienda, che va gestita come tale: va resa competitiva e nello stesso tempo sostenibile. Per fare questo non possiamo fare tutto in un giorno: bisogna programmare analizzare, vedere gli errori che sono stati fatti e continuare", ha aggiunto lanciando un messaggio chiaro alla Figc, ma soprattutto alla dirigenza rossonera.