BRUXELLES – Come anticipato lunedì dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l’esecutivo comunitario intende presentare una serie di provvedimenti per contrastare lo shock energetico provocato dalla guerra contro l’Iran di Stati Uniti ed Israele. Oltre a nuova flessibilità negli aiuti di Stato, Bruxelles intende suggerire misure di risparmio, tra cui il telelavoro, e soprattutto effettuare una mappatura delle necessità di cherosene.

La guerra nel Golfo Persico non ha solo provocato un forte aumento del prezzo del petrolio e del gas. Ha anche messo in luce la dipendenza dalle fonti fossili di alcuni paesi e di alcuni settori, in particolare i trasporti. Nella comunicazione che dovrebbe essere presentata mercoledì, alla vigilia di un vertice europeo a Cipro, la Commissione ribadirà l’urgenza di proseguire verso la transizione ambientale.

Come detto, il settore più a rischio è quello dei trasporti. Al momento «non ci sono penurie di carburanti nell’Unione europea», ha spiegato ieri la portavoce comunitaria Anna-Kaisa Itkonen. Tuttavia, ha aggiunto, «se la situazione nello Stretto di Hormuz proseguirà, l’Unione europea si preparerà a proporre possibili misure coordinate riguardo ai carburanti per l’aviazione». La presa di posizione è giunta prima che Teheran annunciasse libertà di transito nello stretto.