PADOVA - Lo studio scientifico è stato pubblicato su Nature Microbiology, ma in Italia la notizia è rimbalzata con notevole risonanza perché a citarlo sui suoi canali social è stato l'infettivologo Matteo Bassetti.

Per la prima volta un virus marino ha fatto il salto di specie fino ad arrivare all'uomo, causando gravi sintomi oculari, una forma di uveite anteriore virale ipertensiva persistente. Alcuni scienziati cinesi avrebbero indagato una casistica di 70 pazienti affetti da questa patologia e la avrebbero associata ad una malattia già presente in allevamenti di gamberi marini e riscontrata anche in altre specie marine dell'Est Asiatico. Nel 74,4% dei casi esaminati con questi problemi agli occhi, le persone erano entrate in contatto con il virus durante la manipolazione non protetta di gamberi infetti oppure avevano consumato prodotti ittici crudi.

Il virus dei mari si chiama Covert Mortality Nodavirus e potrebbe quindi essere trasmesso all'uomo. Da qui la preoccupazione di una possibile contaminazione anche nei nostri mari.

A tentare di placare i possibili allarmismi è l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova, specializzato da anni nello studio di questi virus e laboratorio di referenza per l'Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale per questa malattia. «Considerata la rilevanza per la salute pubblica di un eventuale salto di specie da parte di un virus marino all'uomo dichiara Anna Toffan, veterinaria virologa e responsabile del Laboratorio di referenza Woah per l'encefalo-retinopatia virale dei pesci marini presso l'Istituto le informazioni riportate nello studio pubblicato non sono supportate da dati sufficientemente robusti ad avvalorare le conclusioni proposte».