Jeans, felpa con cappuccio e cappello, si presentava al citofono e ripeteva il suo “copione”: «Buongiorno, sono il maresciallo. Devo salire a controllare i suoi gioielli». Era la tecnica del “finto carabiniere”, sempre più utilizzata dai truffatori che mettono gli anziani nel mirino. Come quello appena rintracciato dalla Squadra mobile della questura, che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di tentata rapina impropria, furto aggravato in abitazione e indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico: si tratta di un uomo di 26 anni già arrestato in flagranza il 27 marzo grazie all’intervento di Luca Chiambretto, il tassista premiato venerdì scorso alla festa della polizia per aver chiamato il 112 dopo aver assistito al raggiro.

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di Giulia Boero

15 Aprile 2026

Oltre a quell’episodio, in cui aveva truffato un pensionato di 94 anni, gli investigatori hanno ricostruito una lunga serie di colpi commessi dal “maresciallo”, a partire dal 24 febbraio. Gli obiettivi erano sempre anziani oltre i 65 anni, scelti e raggirati con l’aiuto di un “telefonista”, che da remoto aiutava a costruire il tranello. Era il complice, non ancora rintracciato, ad agganciare telefonicamente le vittime, poi il 26enne si presentava a casa: «Le hanno clonato la carta di credito e le hanno rubato in casa, vengo da lei per prendere la carta e il pin – diceva il truffatore – Ma devo anche ritirare i gioielli che ha in cassaforte per confrontarli con quelli rubati».