TREVISO - Decine di migliaia di euro (trentamila solo in contanti) ottenuti - secondo l’accusa - sovrapprezzando lezioni di musica, concerti e altri eventi. È quanto sostanzialmente la Procura contesta a un pianista 65enne e alla moglie 40enne, entrambi residenti nella Marca e difesi dall’avvocato Francesco Cibotto. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di circonvenzione d’incapace e auto-riciclaggio. Ma a rendere curiosa l’intera vicenda è la (presunta) vittima di quello che per la Procura si configura come un raggiro: la contessa Laura Marzotto, 93 anni, figlia di Gaetano Marzotto, dell’illustre dinastia di Valdagno.
I fatti contestati risalgono al periodo fra la fine del 2019 e il 2023. La contessa Marzotto, da sempre grande appassionata di pianoforte, sarebbe entrata in contatto col 65enne, presentatole come un grande e molto competente maestro di musica, tramite un conoscente. La contessa e il trevigiano avrebbero quindi iniziato a collaborare ad alcune iniziative: dall’organizzazione di concerti alla predisposizione di lezioni private di pianoforte.
È in questo contesto che, secondo la Procura, l’uomo si sarebbe approfittato della nobildonna facendosi dare - sempre secondo l’accusa - ingenti somme di denaro (più alte del dovuto) come pagamento per l’organizzazione dei concerti, delle lezioni di musica e di altri eventi.










