La telefonata arriva all’alba. È la polizia. In poche ore Alessandro Bredice e il suo compagno Andrea Gilestro partono da Torino per Ragusa. Due bambine hanno appena perso entrambi i genitori: la madre, vittima di femminicidio, e il padre che si è tolto la vita subito dopo. Da quel giorno nasce una nuova famiglia. Ma per lo Stato italiano no. Per la legge il genitore è uno solo, Alessandro, fratello della donna uccisa. Andrea, che le cresce ogni giorno insieme a lui, non esiste. Una coppia eterosessuale sposata non avrebbe questo problema. Una coppia gay unita civilmente, come questa, sì: è il vuoto normativo che questa storia mette in luce e che il matrimonio egualitario risolverebbe. Oggi le due ragazze hanno 13 e 17 anni e vivono con loro a Torino, in una famiglia ricostruita lentamente tra tribunali, attese e una nuova quotidianità. Questa storia ora esce dalla dimensione privata: Alessandro e Andrea domani saranno ospiti del «Lovers Film Festival» diretto da Vladimir Luxuria, in programma a Torino fino al 21 aprile, dove racconteranno la loro esperienza come simbolo di un vuoto di diritti che riguarda molte famiglie.
Lovers Film Festival tra diritti e guerre, Luxuria: "Il vero rischio è il silenzio"











