Sulla nuova governance del Monte dei Paschi di Siena è in gioco la concordia necessaria del Consiglio di amministrazione nell’esclusivo interesse della banca e sarà anche presto chiaro chi eventualmente dovesse assumersi la responsabilità di romperla. Lo abbiamo detto dal primo momento. Il mercato ha votato. Gli azionisti hanno votato. Tutto a posto. C’è un dato di fatto, però, che non si può ignorare. Il risultato del voto determina un Consiglio di amministrazione che riflette nei numeri una scarsa governabilità, otto a sette.
Perché la lista risultata prima, Plt Holding, ha conseguito il 49% dei consensi, mentre il 51% è andato alle altre due liste, quella del Cda uscente (6 consiglieri eletti) e quella di Assogestioni (1 consigliere eletto).A quanto risulta da indiscrezioni, proprio per assicurare la necessaria concordia, i consiglieri di amministrazione di minoranza sarebbero pronti a votare l’amministratore delegato della lista risultata prima auspicando che altrettanto avvenga per il presidente da loro indicato da parte dei consiglieri di maggioranza. Questo significa agire per preservare la concordia necessaria che serve alla banca di cui abbiamo parlato da subito.
È evidente che la maggioranza potrebbe decidere di mantenere per sé entrambe le cariche, ma in questo caso presidente e amministratore delegato risulterebbero eletti con il loro voto determinante e, cosa ancora più grave, si assumerebbero la responsabilità di rompere sul nascere quello spirito di concordia che è la base di tutto. C’è da sperare, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, che non lo facciano perché l’interesse della banca viene prima.








