PARIGI – Nelle ore in cui si apre il Festival du Livre de Paris, il salone del libro nella capitale francese, il mondo editoriale è attraversato dalle reazioni al licenziamento di Olivier Nora. Figura storica delle Éditions Grasset, alla guida della casa editrice da ventisei anni, la cacciata di Nora viene letta come un nuovo episodio della presa di controllo culturale esercitata dal gruppo di Vincent Bolloré dopo l’acquisizione di Hachette Livre. Più di cento autori di Grasset hanno annunciato l’intenzione di lasciare la casa editrice. Secondo gli ultimi conteggi pubblicati dalla stampa specializzata, i firmatari sarebbero ormai vicini ai duecento. Tra loro figurano nomi centrali della scena letteraria francese, da Virginie Despentes a Sorj Chalandon.
Le ragioni precise del licenziamento restano controverse, anche se diversi citano le tensioni interne attorno alla pubblicazione del prossimo libro di Boualem Sansal, lo scrittore algerino che ha clamorosamente lasciato Gallimard per andare appunto da Grasset. Nora incarnava per molti un editore capace di garantire autonomia, continuità e protezione di uno dei migliori cataloghi dell'editoria francese. Bolloré ha aumentato la sua influenza nei media francesi, da CNews a Europe 1 fino al Journal du Dimanche, e oggi investe in pieno anche il settore dei libri, avendo preso il controllo dal 2023 di uno dei principali gruppi francesi. Con l'acquisto di Hachette era stato costretto dall'Antitrust europea a cedere il suo altro gruppo Editis.












