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17 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 13:38
“Rifiutiamo di essere gli ostaggi di una guerra ideologica che punta a imporre l’autoritarismo nella cultura e nei media”: con una lettera aperta, proprio nei giorni in cui si apre il Salon du Livre di Parigi (fino al 19 aprile), più di 170 scrittori e scrittrici francesi hanno annunciato di lasciare il loro editore, Grasset, per protestare contro il licenziamento di Olivier Nora, amministratore delegato della storica casa editrice da più di vent’anni. “Le edizioni Grasset erano la nostra maison, particolare, poiché vi si mescolavano pacificamente autrici e autori che non andavano d’accordo su molte cose. Olivier Nora ne è stato il baluardo e il cemento per la sua eleganza morale, la sua disponibilità e il suo impegno. Il suo licenziamento è una violazione inaccettabile all’indipendenza editoriale e alla libertà di creazione”, si legge ancora nell’appello. Tra i firmatari figurano tra gli altri Virginie Despentes, Bernard Henri Levy, Jean-Paul Enthoven, Thierry Frémaux, Laurent Joffrin, Vanessa Springora, Sorj Chalandon. E la lista continua ad allungarsi.
Grasset – fondata nel 1907 da Bernard Grasset – fa parte di Hachette, uno dei maggiori gruppi editoriali francesi che dal 2023 è controllato da Vivendi, l’azienda di telecomunicazioni presieduta dal miliardario ultra conservatore Vincent Bolloré, già accusato di aver trasformato la tv CNews e il settimanale Le Journal du Dimanche in media di propaganda per le sue idee reazionarie di estrema destra. Accuse che lui ha sempre respinto. “Ancora una volta, Vincent Bolloré dice: Sono a casa mia e faccio quello che voglio, disprezzando tutti coloro che pubblicano, accompagnano, editano, correggono, fabbricano, diffondono, distribuiscono i nostri libri. E disprezzando chi ci legge. Non vogliamo che le nostre idee, il nostro lavoro, siano di sua proprietà”, scrivono gli autori.











