«Trasformare il patrimonio immobiliare pubblico da elemento statico a strumento attivo di politica economica, a supporto di processi di rigenerazione e sviluppo, a beneficio delle esigenze della collettività, in una logica orientata alla creazione di valore pubblico». Con queste parole il sottosegretario al Mef, Lucia Albano, intervenendo il 16 aprile in audizione presso la commissione parlamentare di controllo sugli enti previdenziali, definisce un cambio di impostazione della cabina di regia che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, fondato sui dati del censimento nazionale.
Una leva strutturale per politiche abitative e rigenerazione
Al centro, una governance integrata guidata dallo stesso Mef che, insieme ad Agenzia del demanio, Invimit sgr e Cdp real asset sgr (compresi gli stessi enti pubblici previdenziali) punta a mobilitare capitali pubblici e privati per creare valore durevole. Come? Intervenendo su immobili non utilizzati o sottoutilizzati, indirizzandoli verso funzioni di interesse collettivo, superando frammentazioni amministrative e ritardi operativi che ancora ne limitano il pieno potenziale.
Il quadro dimensionale restituisce l’estensione del sistema. Dal 2010 sono stati raccolti dati relativi a circa 11mila amministrazioni, tra cui oltre 7mila Comuni. Per il 2024 risultano censiti più di 3 milioni di immobili: circa 1,3 milioni di fabbricati e 1,7 milioni di terreni. La distribuzione evidenzia una prevalenza numerica di immobili a destinazione residenziale e commerciale, che rappresentano circa tre quarti del totale ma incidono solo per il 15% della superficie complessiva; la restante quota riguarda immobili a uso istituzionale, come scuole, strutture sanitarie, caserme e uffici pubblici. La proprietà è concentrata nelle amministrazioni locali, che detengono circa il 69% delle unità immobiliari e l’83% della superficie. All’interno di questo dato, i Comuni rappresentano la componente principale, con il 64% delle unità e circa il 61% della superficie. È su questo livello che si concentra una parte rilevante dell’azione pubblica, con l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa e gestionale.






