Nell’aprile 2001 furono celebrate le prime nozze gay. “Avevo 14 anni e capii che avrei potuto amare chi volevo”, racconta oggi il premier olandese. Un’occasione per fare il punto sui diritti Lgbtq+, da noi e nel resto del mondo

di Gabriele Rosana

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“Avevo 14 anni. E lo ricordo come uno dei primi momenti in cui vidi in tv che era possibile, anche per un ragazzo gay, essere se stesso e amare chi si vuole”. Rob Jetten oggi ha 39 anni, e da meno di due mesi è il premier dei Paesi Bassi, il primo dichiaratamente omosessuale, dopo aver vinto le elezioni anticipate dello scorso ottobre con la sua formazione liberal-progressista, Democratici 66. Jetten è stato l’ospite d’onore alla cerimonia che, allo scoccare della mezzanotte del 1° aprile, nel municipio di Amsterdam ha unito in matrimonio tre coppie dello stesso sesso. La sindaca Femke Halsema ha rievocato così, a esattamente 25 anni di distanza, la storica celebrazione con cui il predecessore Job Cohen officiò le prime quattro nozze gay al mondo, nel momento dell’entrata in vigore della legge che rese i Paesi Bassi apripista globale per i diritti Lgbtq+. “Oggi avete due ragioni per festeggiare”, disse Cohen alle coppie del primato. “Non celebrate solo il vostro matrimonio, ma anche il vostro diritto a sposarvi”. Da allora, altre 36mila si sono scambiate le promesse davanti alle autorità olandesi, un traguardo che la comunità queer internazionale ha deciso di onorare organizzando in estate proprio ad Amsterdam il WorldPride 2026. Jetten stesso ha annunciato che presto sposerà il suo partner Nicolás Keenan, giocatore argentino di hockey su prato e medaglia di bronzo con la nazionale alle Olimpiadi 2024.