Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 17:24

I politici italiani non temono per nulla le brutte figure a livello europeo. Anzi, in questo sport sono particolarmente bravi, e quasi insuperabili. Le due iniziative recenti che per me rientrano in questa categoria sono state quelle del ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, e del ministro delle imprese, Adolfo Urso. Il primo ha chiesto la sospensione del Patto di Stabilità, mentre il secondo la sospensione delle quote ETS per ridurre i costi energetici delle imprese. A queste richieste la Ue ha risposto picche e per ora le cose non cambieranno. Saggezza europea oppure totale insensibilità dei tecnocrati di Bruxelles alle esigenze dei cittadini e delle imprese?

Il ministro Giorgetti ha richiesto la sospensione del Patto di Stabilità per contenere le conseguenze economiche negative della guerra scatenata da Trump e Netanyahu, guerra che ha aumentato in maniera considerevole il prezzo del greggio e del gas. Come conseguenza inevitabile ci sarà un aumento dei prezzi e una minore crescita economica, stimata per l’Italia in una diminuzione dello 0,2% rispetto allo 0,7% previsto. Per uscire dalle percentuali, la perdita di reddito nazionale, se la situazione non peggiorerà, sarà di 4-5 miliardi. Sulla base di queste previsioni Giorgetti ha subito avanzato la sua proposta di sospensione ricevendone un netto rifiuto, perché non ci sono né le condizioni oggettive, ma nemmeno quelle soggettive. Non che regole del Patto di Stabilità siano dei sacri criteri immodificabili, ma semplicemente è previsto che un loro allentamento richiede che si verifichi una grave recessione, che per ora fortunatamente non si vede. Le regole sono state sospese durante la pandemia, ma allora il crollo del Pil fu dell’8%, superiore quindi ai 100 miliardi.