Discalculia non vuol dire 'non saper fare i conti'. È un problema più complesso, inserito nei Dsa (disturbi specifici dell'apprendimento), che coinvolge l'acquisizione e lo sviluppo delle abilità numeriche e di calcolo. E non è raro: "Secondo i dati epidemiologici disponibili, la prevalenza della discalculia evolutiva è compresa tra il 3% e il 6% della popolazione generale. Applicando questa percentuale ai circa 9 milioni di bambini e ragazzi in età evolutiva presenti nel nostro Paese, il dato assume un peso concreto, raggiungendo circa mezzo milione di minori", calcolano gli esperti della Federazione logopedisti italiani (Fli) alla vigilia del terzo convegno nazionale 'Quando i conti non tornano - Certezze e criticità nella diagnosi e nel trattamento della discalculia evolutiva', promosso dalla Fli e in calendario domani 18 aprile a Roma, in presenza e in diretta streaming.

L'iniziativa, con crediti Ecm, si propone come "momento di confronto tra logopedisti e discipline mediche, secondo un approccio multidisciplinare fondamentale" che vede la Fli in prima linea lungo tutto il percorso di aiuto a chi convive con quello che va considerato "un disturbo nel neurosviluppo".

Aiuto! è l’ora di fare i compiti