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Trump e il suo vice parlano ai "white evangelicans". Una minoranza decisiva

Un sovrano unico e senza scadenza, eletto da altri maschi (pochi) a capo di una monarchia assoluta in grado di parlare al mondo più di tanti presidenti armati fino ai denti: l'invidia del Papa non è ancora una categoria freudiana, ma, è parso chiaro soltanto che il presidente Usa e il suo vice non parlavano al Vaticano bensì all'America (lo davamo per scontato) ma il punto è di quale America si trattasse.

I cristiani statunitensi non sono una copia in grande dei cattolici italiani: secondo Pew (un centro di ricerca serio) oggi i cristiani sono oggi il 62% degli adulti americani su una popolazione di 341,8 milioni, e con il 21,5% sotto i 18 anni: significa circa 268 milioni di adulti. Ciò posto, non abbiamo detto niente: dentro il protestantesimo americano c'è una galassia quasi indecifrabile. I cristiani restano la maggioranza del Paese, ma, appunto, circa il 40% è protestante e il 19 è cattolico: dentro quel 40, però, il gruppo decisivo per comprendere Trump è quello degli evangelici, che da soli valgono circa il 23% (parliamo sempre di adulti) mentre i protestanti storici sono intorno all'11 e i protestanti neri attorno al 5. Poi ci sono i battisti, che da noi sembrano una voce come un'altra mentre sono una colonna portante dell'America religiosa: i presbiteriani, invece, contano meno della loro fama europea, anche se pesano culturalmente: ma non sono certo il motore della destra religiosa.