Sto scrivendo questo editoriale la mattina del 10 aprile, quattro giorni prima di chiudere l’album di Italian Tech che troverete in edicola il prossimo 22 aprile in allegato a Repubblica.

Sono passati, quindi, poco più di tre mesi dall’inizio del 2026 e, in questo arco di tempo, ho ricevuto nella mia casella di posta elettronica 984 (novecentottantaquattro!) e-mail con studi, ricerche, indagini, comunicati stampa e così via che riguardano l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro.

Il numero è arrotondato per difetto, visto che qualche messaggio sarà andato perso, qualcuno buttato, altri nello spam. Restiamo però su quelle 984 e-mail: praticamente quasi dieci al giorno, compresi sabati, domeniche e festività varie.

Ma il punto non è che sono tante.

È che dicono tutto e il suo contrario.