(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta positiva per Stellantis a Piazza Affari, in un contesto segnato da nuovi sviluppi sul tema AI per il gruppo, ma anche dal dibattito sulla possibile riconversione industriale dell’automotive verso la difesa. Quest'ultimo tema è infatti riemerso dopo indiscrezioni su contatti tra il Pentagono e gruppi come Ford e General Motors per valutare l’utilizzo della capacità produttiva civile nella produzione di componenti militari. Le discussioni, secondo fonti citate dal New York Times, sono «in fase molto iniziale» e riguardano soprattutto componenti e non sistemi d’arma completi, in un contesto di urgenza legato al conflitto con l’Iran e al sostegno all’Ucraina, che hanno ridotto le scorte di munizioni.
Secondo gli analisti di Equita, pur considerando queste voci realistiche, ritengono che «i tempi non sono brevi, richiedono investimenti quantomeno in macchinari ed eventualmente riguardano solo una piccola parte della capacità produttiva», aggiungendo che «non ci sorprende che il Pentagono pare abbia contattato solo player locali, dato che Stellantis non è citata», pur senza escludere futuri sviluppi a livello italiano o europeo in tal senso. L’approccio degli Usa, se confermato, richiamerebbe precedenti storici ben noti, come la riconversione industriale durante la Seconda guerra mondiale. Ma oggi presenta limiti operativi, secondo gli esperti. La produzione militare richiede oggi tecniche più specializzate, spesso incompatibili con gli impianti esistenti. Senza investimenti per adattarsi, quindi, la riconversione «non funzionerà», come sottolineato da analisti del settore citati dalla stampa Usa, i quali evidenziano tempistiche e investimenti significativi che renderebbero limitato l’impatto nel breve periodo.









