Uno strumento in più per promuovere i territori italiani con una rilevante storia artigiana e industriale: a metà maggio, approderà in Aula al Senato in prima lettura una proposta di legge targata Fratelli d’Italia (AS 1679) che punta a istituire la Rete delle Città madri del made in Italy per valorizzare i luoghi d’origine di oggetti e prodotti che abbiano avuto un ruolo pionieristico nella nascita del concetto di made in Italy.

A spiegare la tempistica è il primo firmatario Luca De Carlo , presidente della commissione Industria di Palazzo Madama, già sindaco, per tre mandati, di Calalzo di Cadore, culla della produzione di occhiali e tra le candidate a fregiarsi del nuovo “marchio” distintivo del Made in Italy.

I requisiti per far parte della Rete delle Città madri del made in Italy che verrà istituita presso il ministero delle Imprese sono quella “di essere presenti sul marcato già da cent’anni” con prodotti e manufatti che utilizzano il marchio Made in Italy e di avere “già in qualche maniera perorato la causa di questi prodotti con musei e con iniziative, fiere, e mercati”, spiega De Carlo, che annuncia la disponibilità a rendere meno rigido il requisito dei cento anni per allargare il più possibile la platea delle Città “culle” di prodotti Made in Italy.