La 'relazione speciale' fra Usa e Regno Unito, simbolo di un'alleanza senza uguali sul fronte occidentale e transatlantico, non è più la stessa.

Parola di Donald Trump, che in una delle sue ormai ricorrenti interviste telefoniche private concesse estemporaneamente a giornalisti di varia nazionalità è tornato a prendere di mira il primo ministro britannico Keir Starmer: imputandogli lo 'strappo' sulla guerra all'Iran, ma non solo, e rilanciando lo spettro dei dazi.

Lo sfogo, parallelo a quello che nelle ultime ore ha messo sotto tiro anche altri leader amici (o ex amici) compresa Giorgia Meloni, questa volta non è trasceso nel personale o nell'irrisione: come quando il presidente americano aveva sbeffeggiato sir Keir sottolineando di non aver a che fare con "un Winston Churchill". Ma ha proiettato comunque nuove ombre sulla visita di Stato negli Usa di re Carlo III e della regina Camilla, confermata per volere dello stesso governo laburista dal 27 al 30 aprile nel tentativo di favorire un qualche disgelo.

Una visita a cui The Donald, interpellato al telefono dal corrispondente da Washington di Sky News Uk, Mark Stone, ha ribadito di tenere, riservando parole di miele al sovrano 77enne, descritto come "un grande gentleman" e "una persona meravigliosa". E che tuttavia rischia di esporre il figlio di Elisabetta II - ultima monarca di casa Windsor a visitare il grande alleato d'oltre oceano nel 2007 - a momenti di serio imbarazzo. Come se non bastassero i guai nei quali la Royal Family si dibatte di suo a causa del coinvolgimento dell'ex principe Andrea nello scandalo delle frequentazioni col defunto faccendiere pedofilo Jeffrey Epstein: le cui vittime Carlo e Camilla "non potranno incontrare", ha fatto appena sapere il palazzo fra non poche polemiche, trincerandosi dietro la necessità di "rispettare le inchieste giudiziarie" in corso.