Smashed on the grill, cucinato al momento, sotto gli occhi del pubblico in cucine a vista, dalla piastra all’assemblaggio finale: trasparenza e qualità del prodotto sono le nuove direttrici dei fast food che corrono alternative alle grandi catene.
Sono molte le aperture artigianali nel panorama burger in un mercato all'apparenza saturo come quello italiano provano a coinvolgere un nuovo target più attento e consapevole a cosa mangia.
La tendenza è lo smash burger, una polpetta di carne tritata che viene schiacciata (to smash) con il batticarne e cucinata a fuoco vivace sulla piastra, il patty (medaglione) principalmente di manzo in stile americano. In tutte le città italiane (come anche a Londra, Berlino, Madrid e resto d'Europa) lo smash burger conquista, meglio se accompagnato da un pane soffice e farcito con salse home made. Il costo non è paragonabile a quello delle catene grandi di fast food (che pure negli anni hanno lievitato i prezzi) ma si immagina una qualità adeguata.
Tutto sullo smashed
Lo smash burger ha la sua tecnica, innanzitutto la carne, non eccessivamente magra e poi la lavorazione secondo la tecnica “lazy edge smash”, che esalta il contrasto tra crispy e juicy . Si schiaccia la carne sulla piastra rovente, in modo da espanderne la superficie e creare la crosticina caramellata che lo rende croccante all'esterno e succoso all'interno, in perfetto stile americano. L'accompagnamento è con le patate fritte classiche ma sono di tendenza le patate dolci americane e le patate condite con salsa al tartufo e grattugiata di parmigiano.







