La Maddalena ritratta come una fanciulla del proprio tempo, la Firenze del 400, mentre legge la Bibbia, con una lettera poggiata sullo scrittoio e un vasetto di unguento o medicinali a fianco: è la seguace di Gesù come la immagina Piero di Cosimo, raffinato e enigmatico pittore che si forma nella bottega di Cosimo Rosselli.
La preziosa tavola, datata 1490-1492, è la chiave per entrare nella vita quotidiana e nei destini femminili dell'epoca grazie a preziosi documenti e manufatti nella mostra 'La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino' che apre il 17 aprile a Palazzo Venezia fino al 5 luglio con al centro il prestito al Vive del dipinto custodito nella collezione delle Gallerie Nazionali d'Arte Antica di Palazzo Barberini, nell'ambito di un accordo strategico tra i due musei.
Ed è proprio dal ritratto di questa gentildonna che, osserva il direttore delle Gallerie Nazionali d'Arte Antica Thomas Clement, forse si chiamava proprio Maddalena e che dopo una prima attribuzione al Mantegna è stato riconosciuto come capolavoro di Piero di Cosimo "artista straordinario e enigmatico che si discosta dal canone dell'epoca" con suggestioni originali, che prende le mosse l'itinerario della mostra curata dalla direttrice generale del Vive-Vittoriano e Palazzo Venezia Edith Gabrielli. La grande novità dell'esposizione, che ha luogo negli ambienti del Palazzo che un tempo ospitavano le cucine, restaurati e riaperti per l'occasione, è l'aiuto dei supporti digitali che non si limitano a dare informazioni ma collegano oggetti a altri dipinti che ne mostrano la diffusione o li ingrandiscono quando, come nel caso di una corniola al tempo sicuramente incastonata per un ciondolo o di un porta-aghi, sono così piccoli che a occhio nudo non si vedono i particolari.







