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15 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 17:56

Il Monte dei Paschi di Siena regala un altro, clamoroso, colpo di scena. La holding della famiglia Del Vecchio, Delfin, ha sciolto le riserve abbandonando il ruolo di osservatore neutrale che si era ritagliata. E forte del suo 17,5% nel capitale della banca ha ribaltato il tavolo votando a favore della riconferma di Luigi Lovaglio alla guida dell’istituto, mettendo in minoranza la lista dei candidati del consiglio di amministrazione uscente che godeva del sostegno del socio Francesco Gaetano Caltagirone. E che aveva messo alla porta il banchiere lucano considerato l’artefice del risanamento dell’istituto.

Ad anticipare la notizia della presa di posizione di Francesco Milleri era stata Repubblica a poco meno di un’ora dal voto. “Il cda di Delfin, che si è riunito ieri in Lussemburgo, avrebbe deciso di sostenere la lista di Plt Holding, che chiede di ricandidare l’ex ad Luigi Lovaglio“, spiega il quotidiano citando “indiscrezioni raccolte da più fonti finanziarie, a cui la società, interpellata, ha opposto un no comment”. E ricordando che il banchiere lucano ha sempre avuto buoni rapporti con Milleri che non avrebbe gradito il suo siluramento. Ma soprattutto non l’ha gradito la Banca Centrale Europea che secondo le stesse fonti citate da Repubblica “potrebbe aver giocato un ruolo nella decisione di ieri di Delfin”. Con gli eredi Del Vecchio, altro colpo di scena, avrebbe votato anche Bpm, come riporta la Stampa.