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15 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 8:04

La cultura del Comune di nascita delle deputate italiane, più “tradizionalista” o più “egualitaria” rispetto alla parità di genere, influisce pesantemente sulla loro attività legislativa a favore delle donne. Le deputate nate in Comuni con norme di genere più “tradizionali” presentano in ogni legislatura il 15% in meno di proposte di legge sui temi di genere rispetto alla parlamentare media, ovvero il 32% in meno rispetto alla media di tutti i parlamentari, uomini e donne. Per i loro colleghi deputati, invece, le norme di genere del luogo di nascita non hanno alcun effetto sul loro impegno legislativo in materia di genere. Quanto ai comportamenti di voto, le legislatrici provenienti da Comuni a forte cultura tradizionalista hanno meno probabilità di votare a favore di leggi che promuovono la parità di genere, influenzando così le scelte politiche generali. Per contro, invece, non c’è alcuna prova che leghi le norme “culturali” del luogo di nascita delle parlamentari e la loro attività legislativa in altre aree di intervento politici. Lo dimostra una innovativa ricerca condotta da Luisa Carrer, professoressa di Economia alla Escp Business School (campus di Torino), e Lorenzo De Masi, economista della Direzione economia statistica e ricerca della Banca d’Italia.