Il corpo trovato in posizione innaturale e poi quella strana fretta del marito per i funerali e la cremazione. Sono questi i due elementi “sospetti” emersi ieri dalle testimonianze davanti alla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Fabio Cosentino, nel processo contro Leonardo Magri, 64 anni, accusato dell’omicidio della moglie, Daniela Gaiani, 58 anni, trovata apparentemente suicida, il 5 settembre 2021, nel letto nella loro casa di Castello d’Argile, nel Bolognese.
Tra le testimonianze più significative quella del luogotenente Marco Benassi, della scientifica dei carabinieri. L’investigatore ha riferito che il giorno del sopralluogo «non c’erano segni di litigio in casa», che c’era una «specie di cintura di stoffa stropicciata, senza nodi, accanto al corpo». Ma soprattutto che «la posizione del corpo era strana».
Tra l’altro, ha riferito ancora, «il marito mi indicò il punto sulla spalliera dove era legata la corda, all’altezza della fronte della Gaiani, mentre la posizione del corpo doveva essere molto più in basso». Quindi l’affermazione che ha scosso i giudici sulla la posizione delle braccia: «In quella posizione significa che il corpo quando è deceduto non era così».
Morte Daniela Gaiani, scontro pm e legali della donna. “Il marito non era in casa”. “E’ omicidio”






