Il gup del Tribunale di Bologna Salvatore Romito ha rinviato a giudizio, con l'accusa di omicidio aggravato, il 63enne Leonardo Magri, accusato di aver ucciso la moglie Daniela Gaiani, 58 anni, trovata morta il 5 settembre 2021 in un letto nella loro casa di Castello d'Argile.

Magri, difeso dall'avvocato Ermanno Corso, è a piede libero e si è sempre dichiarato innocente. Il processo comincerà il 24 settembre davanti alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Fabio Cosentino. Per il pm Augusto Borghini, quello che inizialmente sembrava un suicidio in realtà è stato l'ennesimo femminicidio.

L'omicidio contestato è aggravato dalla relazione sentimentale e dai futili motivi: Magri avrebbe ammazzato la moglie, ritrovata impiccata alla spalliera del letto, perché la considerava un ostacolo a vivere una relazione con un'altra donna, più giovane.

Nell'udienza odierna, il pm Borghini ha messo in luce tutte le "stranezze e singolarità" delle dichiarazioni di Magri durante l'interrogatorio e le certezze emerse dagli accertamenti medico legali che hanno evidenziato come la morte sia avvenuta non per asfissia meccanica ma per strangolamento.

Inoltre la Procura ha sottolineato come l'imputato ha cambiato versione sul ritrovamento del corpo della moglie: inizialmente, infatti, avrebbe detto alla donna con cui aveva una relazione di aver ritrovato la moglie morta sul divano, mentre agli investigatori ha detto di essersi accorto della morte della compagna, ritrovata nel letto, solo al suo risveglio.