ROMA - Non più indagati soltanto dalla procura di Sion. Ora anche il fascicolo dei magistrati romani sulla strage di Capodanno a Crans-Montana ha i suoi iscritti: i coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric. Le accuse mosse ai titolari del Constellation, dove morirono 41 persone, di cui sei connazionali, e 115 rimasero ferite, sono quelle di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Iscrizioni sul registro degli indagati basate sulle indagini disposte dalla procura di Roma, perché gli atti richiesti dai magistrati italiani agli omologhi elvetici, e accordati durante la visita di fine marzo del pm titolare delle indagini, Stefano Opilio, ancora non sono arrivati.

Con l'arrivo dei documenti dalla procura elvetica i magistrati di Roma potrebbero ampliare il numero degli indagati, in particolare per i mancati controlli sulla sicurezza del Constellation, di cui era responsabile l'amministrazione comunale di Crans-Montana. Nell'inchiesta svizzera sono già indagati, oltre ai coniugi Moretti, il sindaco Nicolas Féraud, Ken Jacquemoud, Christophe Balet, Rudy Tissiè​res e Baptiste Cotter, Albéric Clivaz, Kévin Barras tutti con passate o attuali deleghe sui controlli tra Crans e Chermignon. Il procedimento della procura di Roma - che è competente per episodi che coinvolgono cittadini italiani all'estero - invece ha per ora soltanto due indagati ed è stato aperto a gennaio sulla base di una comunicazione dell'ambasciatore italiano, Gian Lorenzo Cornado. L'ambasciatore è tornato a Berna soltanto pochi giorni fa, dopo il caso diplomatico seguito alla richiesta del governo italiano, respinta dalla Svizzera, di una squadra investigativa comune, e alla liberazione di Jacques Moretti sotto il pagamento di una cauzione da 200mila franchi.