Avvio d’anno complesso per il private equity in Europa. La ripresa sostenuta delle attività, che in diversi avevano stimato dopo gli ultimi due trimestri in crescita del 2025, non si è dunque realizzata. Secondo i dati di mercato, tra gennaio e marzo sono state registrate 2.187 operazioni per un controvalore di 139,7 miliardi di euro, in flessione rispetto ai 2.497 investimenti per un totale di 180,3 miliardi dell’ultimo trimestre 2025. Il dato risulta inferiore anche rispetto al primo trimestre delle scorso anno, quando si erano contati meno deal (2.104) ma per un ammontare maggiore 153,4 miliardi.

L’evoluzione del mercato emerge da una prima analisi realizzata da PitchBook, secondo cui «il private equity europeo è entrato nel 2026 mantenendo lo slancio iniziale, prima che il conflitto con l’Iran ne mettesse improvvisamente in discussione la traiettoria. Con un’escalation nella seconda metà del primo trimestre, la crisi ha innescato un calo del 22,6% trimestre su trimestre del valore delle operazioni e una riduzione del 12,4% del numero di deal». Nel dettaglio dall’analisi si evince anche come i fondi si stiano muovendo con particolare cautela, testimoniata dal forte aumento dei club deal e crescita delle operazioni di add-on: «Gli sponsor stanno operando in modo selettivo e ricorrendo alla sindacazione del rischio invece di assumere nuove esposizioni» commenta Nicolas Moura, senior analyst di PitchBook PE.