dalla nostra inviata
VERONA - Giorgia Meloni esce dallo stand della Regione Veneto, al padiglione 4 di Vinitaly. La premier ha appena brindato accanto al Leone, riservando parole di apprezzamento per il governatore Alberto Stefani: «Abbiamo molte passioni in comune, è bravo, sta facendo un ottimo lavoro». Ma su un punto la leader di Fratelli d’Italia non concorda con l’esponente della Lega, né con molti altri suoi colleghi di partito presenti qui a Veronafiere, dal numero uno del Consiglio regionale Luca Zaia al ministro Matteo Salvini.
Sulla partecipazione della Russia all’Esposizione Internazionale d’Arte, infatti, la presidente del Consiglio conferma l’appoggio alla protesta dell’Ucraina e alla fermezza dell’Unione Europea. «Su quel padiglione – ribadisce – il Governo non è d’accordo. La Biennale è una Fondazione autonoma, ma questo non cambia la politica del Governo, perché la politica estera, anzi la politica italiana della nazione, la fanno il Governo, il Parlamento e il presidente della Repubblica, non le Fondazioni autonome. Conseguenze per l’ente? Come si sa, ci sono diverse prese di posizione anche nella politica internazionale, con rischi di definanziamenti. Quindi ovviamente è una cosa che, nel contesto generale, penso che la Biennale dovrà calcolare».











