VENEZIA - Mentre il Consiglio d’amministrazione della Biennale si riunisce proprio oggi, dalla Russia arriva la solidarietà alla premier Giorgia Meloni. Il caso è sempre quello legato al recente attacco sferrato dal conduttore televisivo Vladimir Solovyov alla presidente del Consiglio dei ministri. A prendere la parola, a favore del capo del governo italiano da sempre contrario all’arrivo degli artisti russi, è nientemeno che Anastasia Karneeva, commissaria proprio del contestato Padiglione della Federazione Russa ai Giardini di Castello. Va però ricordato che anche ieri Solovyov ha accusato Meloni di sostenere “i nazisti di Kiev”. «Voi, condividendo le opinioni di Mussolini, sottoscrivete tutti i crimini dell’Italia fascista e, secondo la logica delle cose, dovreste condividerne la responsabilità. In ogni caso, lei dimostra simpatia per questi crimini, sostenendo lo stato nazista ucraino, che conduce atti terroristici sul territorio della Russia».

«Esprimo la mia incondizionata solidarietà al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le inammissibili offese che un conduttore della televisione russa si è permesso di rivolgerle. Quelle spregevoli parole, che non riflettono in alcun modo la cultura politica russa, suscitano in me un profondo senso di vergogna - afferma chiaramente la Karneeva in una nota nella quale attacca Solovyov -. Sono sicura di poter parlare a nome di molte donne e uomini russi, rivolgendo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni le più sincere scuse per un gesto che oltrepassa ogni limite consentito. Anche la più accesa opposizione politica non può mai travalicare in offese personali e sessiste che, rivolte al Capo di Governo, offendono l'intero popolo italiano, verso il quale la Russia ha sempre nutrito i più genuini sentimenti di amicizia. Credo fermamente nella solidarietà femminile, un legame invisibile che unisce le donne di buona volontà, un legame che deve essere più forte di qualsiasi distanza geografica e politica. È un sentimento universale che, come l'arte, è capace di unire anche nelle differenze».