Accantonate per un giorno le primarie, è stata la politica estera a monopolizzare il dibattito delle forze progressiste.
Che prima si sono trovate d'accordo per organizzare una manifestazione per la pace. E poi hanno fatto i conti con l'attacco di Donald Trump alla premier Giorgia Meloni: "Sono scioccato da lei", ha detto il presidente americano. Con una mossa non scontata, Elly Schlein e Angelo Bonelli di Avs hanno fatto quadrato: "Esprimo la nostra più ferma condanna dell'attacco del Presidente americano Donald Trump alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - ha detto la segretaria del Pd - L'Italia è un Paese libero e sovrano". Anche il presidente del M5s Giuseppe Conte ha dato una stoccata a Trump ma - a differenza degli alleati di campo largo - non ha resistito e l'ha data anche al governo: "L'ambiguità" tenuta nei confronti della politica americana come "tutti i nodi" alla fine è "venuta al pettine".
L'affondo di Trump è arrivato mentre alla Camera era in corso il voto sul conflitto di attribuzioni per il caso di Giusy Bartolozzi. L'Aula è stata quindi il teatro dei commenti a caldo: "Nessun capo di Stato straniero - ha detto la segretaria Pd Elly Schlein - può rivolgersi con questa grave mancanza di rispetto nei confronti del nostro Paese e del nostro Governo. Siamo avversari politici" di Meloni "ma non accettiamo attacchi né minacce dai governi di altri Paesi". Più freddo il M5s: "E' un Trump che attacca - ha detto Conte - Attacca a destra e a sinistra. Quindi gli attacchi non mi sorprendono".












