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Ultimo aggiornamento: 19:25

Da stretto alleato di Donald Trump a idolo della Repubblica Islamica dell’Iran. La decisione dell’Italia di bloccare il rinnovo automatico del memorandum con Israele ha scatenato i social dell’establishment iraniano che, impegnati in una campagna mediatica martellante tutta incentrata sugli attacchi al presidente americano e al suo alleato Benjamin Netanyahu, ha inviato messaggi di ringraziamento al governo di Giorgia Meloni, fino a poche ore fa considerato un avversario in campo internazionale.

Mentre lunedì gli applausi erano tutti per Papa Leone XIV dopo il suo botta e risposta a distanza con Trump, oggi la scena se l’è presa l’esecutivo italiano. Il primo post su X è di un utente apparentemente distante dalle dinamiche politiche romane, l’ambasciata iraniana in Thailandia che alle 4.22 del pomeriggio ha diffuso un messaggio in risposta alle parole del tycoon secondo cui l’Iran potrebbe far saltare in aria l’Italia in due minuti: “Perché mai dovremmo ferire l’Italia? Amiamo gli italiani, il calcio, il cibo e amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, la Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, la Sicilia e tutto ciò che c’è nel mezzo”. Da quel momento, i social iraniani si sono sbizzarriti, compreso quello del presidente Masoud Pezeshkian che si è congratulato con quei Paesi che hanno manifestato una qualsiasi forma di opposizione alla furia bellicista di Israele: “L’essenza delle civiltà si rivela nei momenti critici della storia – ha scritto – Le posizioni assunte da Spagna, Cina, Russia, Turchia, Italia ed Egitto contro la bellicosità e i crimini del regime sionista derivano dalle loro profonde radici culturali e storiche”.