Verona, 14 apr. (askanews) – Le parole di Donald Trump deflagrano quando Giorgia Meloni ha appena lasciato il Vinitaly, da dove la premier ha annunciato lo stop al memorandum con Israele sulla Difesa. “Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”, è il giudizio durissimo sulla premier italiana che il presidente Usa affida al Corriere della Sera. E’ la conseguenza della presa di distanza sul Papa, con Meloni che ieri nel tardo pomeriggio – dopo una giornata di attacchi da parte delle opposizioni – ha definito “inaccettabili” le parole di Trump: “È lei che è inaccettabile”, ribatte il tycoon, criticando Meloni per l’atteggiamento sull’Iran e per il mancato intervento nello Stretto di Hormuz.

Poche ore prima, la stessa premier aveva rivendicato la sua capacità di criticare Trump (“Ho detto parole chiare, non so quanti leader le abbiano espresse. Questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza…”), negando però che questo potesse avere conseguenze nei rapporti tra Italia e Usa: “Per quanto possa essere complesso, per quanto possa essere difficile, il nostro orizzonte rimane l’Occidente”, aveva ribadito ai giornalisti che la attendevano alla Fiera di Verona. “Questa non è la politica di Giorgia Meloni, è la politica dell’Italia da 80 anni, da molto tempo”, ribadita – sottolinea la premier – anche dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Ancora più chiaramente: “Non guardo ad un’altra parte del mondo”, magari a Oriente. In questa cornice però, rivendica Meloni, “quando uno non è d’accordo, e io non sono d’accordo spesso, lo deve dire”. E qui, la premier aveva dato l’annuncio: “Ad esempio, non me lo avete chiesto, ma in considerazione della situazione attuale che stiamo vivendo, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Decisione con un significato politico che va ben oltre i suoi effetti pratici, e che arriva dopo le tensioni sul Santo Sepolcro, sugli attacchi di Israele ad Unifil, e sui bombardamenti di Beirut, con reciproche convocazioni degli ambasciatori tra Roma e Tel Aviv.