Seul, 18 gen. (askanews) – Magari, come ha raccontato lei stessa, le era già capitato di dire privatamente a Donald Trump di non essere d’accordo con alcune delle sue posizioni. E sebbene ci tenga a precisare che, a suo giudizio, tutto è nato da un “problema di comprensione, di comunicazione”, per la prima volta Giorgia Meloni ammette pubblicamente che il presidente americano, con l’annuncio di nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia, ha commesso un “errore”.

Non è una differenza da poco se si pensa che, solo ieri, poco prima di partire per la Corea per l’ultima tappa della sua missione asiatica e quando la mossa dell’inquilino della Casa Bianca sembrava essere solo una minaccia, la presidente del Consiglio aveva sostenuto che in fondo quelli di Trump erano “metodi assertivi” usati però di fatto “per segnalare con maggiore forza una problematica reale”. E’ anche per questo che la premier decide una convocazione ‘fuori programma’ dei giornalisti, in una giornata che avrebbe dovuto essere tutta dedicata a impegni istituzionali chiusi alla stampa: in mattinata la visita al cimitero nazionale di Seul, dove la premier ha firmato il libro d’onore con un messaggio in cui ha sottolineato che “l’Italia e la Corea sono fianco a fianco per difendere la libertà e costruire la pace”, nel pomeriggio un incontro con imprenditori italiani per uno “scambio di vedute sullo scenario commerciale e sui margini di potenziamento”.