Fermato a Panama, ma con la kefiah. Tornato da Cuba e diretto in Brasile il leader della Flotilla, Thiago Ávila, è stato bloccato e interrogato in aeroporto dalla polizia. Era sulla isla con Ilaria Salis, la quale all’Avana si è divertita a girare su un trabiccolo che ha ispirato i suoi Diari social del risciò elettrico.

Il 23 febbraio 2025 invece Ávila era a Beirut, in Libano, al funerale del terrorista Hassan Nasrallah, l’ex capo di Hezbollah speriamo passato a peggior vita. Il pro-Pal brasiliano ne ha esaltato via social le gesta, come quelle di Leila Khaled – è dell’indomani la foto insieme sorridenti – l’attivista del Fronte per la Liberazione palestinese protagonista di due dirottamenti aerei nel ’69 e nel ’70.

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L’estate scorsa, in versione Sandokan – le Perla di Labuan erano Greta e Benedetta Benny Scuderi della Bonelli&Fratoianni – Ávila ha navigato verso Gaza carico di aiuti umanitari poi lasciati galleggiare in cambusa. L’obiettivo però, questo è stato centrato, era incidere una canzone strimpellando con la chitarra. Niente Samba né Bossa Nova, il Thiago s’è dato a un altro genere: «Stiamo finendo di scrivere la canzone iniziata l’anno scorso. Il pezzo si intitola “Rompere l’assedio”», aveva informato tramite Instagram (ha rotto anche altro). Ne era seguita l’ovazione dei flottanti a bordo del veliero “Madleen”. Bravo, bravo, bis!